Perderà sicuramente il premier Berlusconi nel confronto con Pierferdinando. Casini è piu’ giovane, piu’ moderato, davvero centrista e cristiano. E’ piu’ coerente. E rappresenta, sia per tradizione che per capacità il VERO CENTRO della politica italiana. “Abbiamo avuto tanto tempo per chiarirci, ma per me va benissimo”. Cosi’ Silvio Berlusconi commenta l’ipotesi di un duello tv con Pier Ferdinando Casini.
I Cattolici del Pd in rivolta per le liste.
ROMA
Nuova bufera nel Pd dove si registrano i primi malumori sulle liste. Dopo la candidature di Umberto Veronesi (capolista in Lombardia) ed Emma Bonino (probabilmente al Nord), gli ex popolari fanno sentire la loro voce e puntano ad un “bilanciamento”, cercando nomi validi, esterni ai partiti ma pur sempre cattolici, da inserire nelle liste.Paola Binetti boccia la candidatura di Veronesi: «Chiunque si candidi con il Pd deve rispettare la carta dei valori, il codice etico, il programma», afferma la senatrice Teodem, in un’intervista al Giornale. Quanto a Umberto Veronesi per la Binetti è «una medaglia a due facce. In lui c’è tanto dell’uomo di cura quanto dell’uomo che ha assunto posizioni in netto contrasto con la cultura cattolica». E se qualcuno lo proponesse come ministro della Salute? «È una posizione che non prendo nemmeno in considerazione», risponde la Binetti.Anche Castagnetti critica le scelte di Veltroni. Secondo il presidente dell’associazione “I Popolari” l’accordo con i Radicali «non è stato concordato e comporta molti rischi». «Il problema - ha sostenuto Castagnetti - si riassume in una domanda: se fosse stato detto sin dall’inizio che dietro l’angolo ci sarebbe stato l’accordo con i Radicali, sarebbe mai nato il Pd?». Castagnetti ha poi ammonito: «Non c’è spazio per le iniziative estemporanee dei Radicali e c’è il rischio che questa intesa ci faccia regredire verso una federazione di ritorno di più partiti». Comunque, ha aggiunto , «mi pare che Veltroni abbia capito la determinazione dei cattolici democratici nel porre queste condizioni e si sia mosso di conseguenza».
Nuova bufera nel Pd dove si registrano i primi malumori sulle liste. Dopo la candidature di Umberto Veronesi (capolista in Lombardia) ed Emma Bonino (probabilmente al Nord), gli ex popolari fanno sentire la loro voce e puntano ad un “bilanciamento”, cercando nomi validi, esterni ai partiti ma pur sempre cattolici, da inserire nelle liste.Paola Binetti boccia la candidatura di Veronesi: «Chiunque si candidi con il Pd deve rispettare la carta dei valori, il codice etico, il programma», afferma la senatrice Teodem, in un’intervista al Giornale. Quanto a Umberto Veronesi per la Binetti è «una medaglia a due facce. In lui c’è tanto dell’uomo di cura quanto dell’uomo che ha assunto posizioni in netto contrasto con la cultura cattolica». E se qualcuno lo proponesse come ministro della Salute? «È una posizione che non prendo nemmeno in considerazione», risponde la Binetti.Anche Castagnetti critica le scelte di Veltroni. Secondo il presidente dell’associazione “I Popolari” l’accordo con i Radicali «non è stato concordato e comporta molti rischi». «Il problema - ha sostenuto Castagnetti - si riassume in una domanda: se fosse stato detto sin dall’inizio che dietro l’angolo ci sarebbe stato l’accordo con i Radicali, sarebbe mai nato il Pd?». Castagnetti ha poi ammonito: «Non c’è spazio per le iniziative estemporanee dei Radicali e c’è il rischio che questa intesa ci faccia regredire verso una federazione di ritorno di più partiti». Comunque, ha aggiunto , «mi pare che Veltroni abbia capito la determinazione dei cattolici democratici nel porre queste condizioni e si sia mosso di conseguenza».
Casini: ”Lavoro per il centro”.
Roma. «Lavoro per unire tutti, ma non è il momento di compromessi, pasticci e pateracchi». Casini risponde così a un domanda su un possibile apparentamento dell’Udc con la Rosa bianca. Per ora non c’è nulla di concreto: «Ci stiamo annusando. È chiaro che anche noi guardiamo con interesse e attenzione a una possibile convergenza: però, ci deve essere pari dignità».

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